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Perché muovermi, perché andare davanti all'Urna?

Un "morto"? Una "mummia"? Quale "Don Bosco è qui"? Nel suo viaggio in giro per il mondo, l'Urna delle Reliquie di Don Bosco sta per arrivare anche in Triveneto. È un evento grande, è un momento importante non solo per le tante attività programmate. L'evento più straordinario cui potremo partecipare sarà proprio metterci di fronte a lui, sia in prima persona che insieme ai nostri gruppi, lasciandoci interpellare dalla sua presenza.

 

Per sottolineare la preziosità di quest'evento forse non basta dirci che ci capiterà - molto probabilmente - una volta nella vita (diverse sono le cose che ci accadono solo una volta lungo l'esistenza terrena, non tutte importanti, non tutte le ricordiamo). In più ci si può chiedere: perché ho bisogno dei "resti mortali" di Don Bosco per "confrontarmi" con lui? Non posso farlo a casa, magari leggendo le sue Memorie Biografiche o le Memorie dell'Oratorio? O - ancora meglio - non lo conosco già nell'aria che respiro nel mio oratorio, nei Salesiani che conosco, nell'idea che ormai mi sono fatto di lui? Proviamo a darci qualche breve ed esaustiva risposta.

 

Perché le Reliquie? Le Reliquie dei Santi sono oggetti concreti (perciò tangibili) che ci testimoniano la loro presenza qui sulla terra. Proprio come noi, essi hanno calcato il nostro pianeta; proprio come noi, essi non avevano poteri magici o paranormali. Ciò che li contraddistingueva e che continua a contraddistinguerli era ed è null'altro che la Fede testimoniata nel corso della loro esistenza terrena. I miracoli popolarmente attribuiti ai Santi (durante la loro vita o dopo la loro morte) avvengono esclusivamente per intervento e per Grazia di Dio. Per questo motivo la Chiesa riconosce, autorizza e sostiene la venerazione delle Reliquie dei Santi: esse non sono paragonabili all'Eucarestia, non vanno adorate come si adora Dio; sono piuttosto le parti del corpo dei cristiani che più di tutti hanno realizzato la vocazione di testimoniare la Fede, le parti di quel corpo che verrà glorificato nel Giorno in cui risorgeremo. Il culto delle Reliquie si lega dunque alla preghiera di intercessione che noi rivolgiamo ai Santi, affinché essi - in virtù della loro vicinanza con Dio - si facciano nostri ulteriori "portavoce" presso la Misericordia di Dio Padre. Non è dunque la "mummia" di Don Bosco che andiamo ad adorare, né ci stringiamo tetramente intorno ad "un morto": è con gli occhi della Fede che ci avviciniamo all'Urna, facendoci aiutare proprio da Don Bosco e proprio dalla sua Fede ad arrivare fino al Padre, presentando a Dio le nostre fatiche, le nostre richieste, i nostri sogni. Con un "alleato" come Don Bosco, siamo certi che dove non arriverà la nostra fiducia in Dio... Don Bosco ci aiuterà con la sua!

 

Perché muovermi, perché andare davanti all'Urna? Proprio come accade nell'incontro di Gesù con ciascuno di noi, anche qui è Don Bosco a fare il primo passo e a venirci vicino. La peregrinazione dell'Urna rappresenta una mano tesa, un richiamo, uno slancio che è lo slancio tipicamente missionario e tipicamente cristiano: in preparazione al bicentenario della nascita di Don Bosco è proprio lui a farci il regalo della sua presenza, è lui a muoversi per primo. Affinché l'incontro si realizzi però, è necessario che anche ciascuno di noi si muova un po' dalle proprie comodità, dai propri agi. Don Bosco viene per passare un po' di tempo con noi, per regalarci un intenso momento di profondo silenzio - silenzio delle cose intorno, silenzio dentro noi stessi. Stare di fronte a lui ci permetterà di isolarci per un po' dal frastuono nel quale siamo immersi ogni giorno; muoverci o meno ci dirà quanto e se davvero teniamo a lui, quanto ci importa raccogliere il suo invito ed accogliere il suo dono.

 

Ok conoscere Don Bosco, ma cosa c'è che non so già? Diciamo spesso che Don Bosco è ancora presente in mezzo a noi: nella testimonianza del carisma di tutti i membri della Famiglia Salesiana (SDB, FMA e Salesiani Cooperatori in primisma non solo...), nella gioia delle nostre feste, nell'allegria dei nostri oratori, nel sacrificio di tanti missionari. E tutto questo è senza dubbio verissimo. Ma è altrettanto vero che per vivere con fedeltà il carisma salesiano non c'è modo migliore che specchiarci direttamente nel nostro Santo fondatore: un'opportunità che non abbiamo sempre, un'occasione unica. Non solo perché non ci capiterà di nuovo, ma perché possiamo viverla pienamente lasciandoci interpellare dalla completa presenza di Don Bosco, confrontandoci anche con quei lati della sua vita e del suo carisma che magari non conosciamo. È l'occasione per metterci in discussione, per verificare a quale punto siamo nella vera adesione al carisma salesiano, per capire a quale altezza ci troviamo sulla strada di santità che Dio ha sognato per ciascuno di noi. È per questo che tutta la Famiglia Salesiana del mondo si sta incontrando per pregare presso l'urna, costituendo così una comunità di fedeli chiamata da Cristo alla santità e che desidera santificarsi seguendo proprio l'esempio di Don Bosco.

 

Cos'altro aggiungere... possiamo perderci un momento così importante e così bello?

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